La parola a Enrico – #2 Corso di alto apprendistato per panettieri e pizzaioli

Ri – eccoci, tra un impasto e l’altro, a chiacchierare con Enrico Cirilli, il nostro super stagista. Vorremmo meglio capire cosa è il corso di alto apprendistato per panettieri e pizzaioli organizzato dall’ Università di Scienze Gastronomiche. Soprattutto cosa significa per lui, quindi gliel’abbiamo chiesto…

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“L’università di Pollenzo e l’alto apprendistato per panettieri e pizzaioli sono stati insieme una sfida e un avventura intraprendente. Il master dura 15 mesi e si articola in una prima parte teorica accademica             all’ Università dove si affrontano varie discipline base, dalla chimica alla microbiologia fino ad arrivare alla tecnologia alimentare e alla storia del pane. Dopo tre mesi di teoria, si passa alla parte pratica presso gli artigiani. Sono due esperienze di 4 mesi ciascuno, dove lo studente ha la fortuna di potersi relazionare con degli artigiani panettieri che perseguono un idea di educazione al pane

Sul pane c’è da imparare tanto e, come in tutte le cose, non si finirà mai di ricevere emozioni e stimoli da questo mestiere, se fatto con passione e artigianalità.

Ma soprattutto è il messaggio di un prodotto sano e con un’ identità chiara quello che più si vuol portare a galla. Portare il consumatore di pane a sapere chi lo produce e dove si coltiva il cereale, far sapere chi lo trasforma, dal mugnaio al panettiere, è cosa fondamentale. La gente deve sapere e si deve svegliare, non si può mettere in bocca tutto quello che la pubblicità e il marketing dicono.

Da qui si vuol ripartire con questo corso.

L’università e chi ha pensato a questo corso danno molta importanza al concetto della fabrilità, il saper fare, quindi la manualità pratica e intellettuale che si raggiunge solo dopo tanta pratica nel lavoro delle mani, ma anche della testa. Il mio desiderio di avvicinarmi alla terra e all’agricoltura, mi ha portato a scegliere di andare a fare la mia prima esperienza da Carlo Fiorani.

La scelta di affiancare il lavoro dell’azienda di Carlo, è dovuta  alla mia voglia di capire tutto il viaggio che affronta per arrivare alla magia del pane che lui sforna.

La seconda esperienza che ho scelto la svolgerò presso Eataly a Torino, dove sicuramente vedrò un punto di vista e un modo di fare il pane completamente diverso, ma sempre con l’intento di produrre del pane buono e salutare.

Dopo queste due esperienze tornerò in università, per discutere una tesi finale e presentare un “capolavoro” di mia scelta, che spero possa far riflettere sull’importanza del rispetto che si deve avere per la terra madre e per le persone che ci vivono.”

Alla prossima!

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